Lo diresti mai che in mezzo ai colori dei souk e ai rumori di una città viva si nascondono delle oasi di pace?
Proprio così: sto per raccontare di posti fantastici nel pieno centro della Medina, che sembrano immersi in una inusuale tranquillità e un tale silenzio che ti faranno dimenticare dove sei.
Jardin Secret
In una delle zone più caotiche di Marrakech, entri in un portone e ti ritrovi qui: un’ampia varietà di piante, un edificio rosso, e la pace. Poi giri l’angolo e, sorpresa, di giardino ce n’è un altro, più grande e con piccole isole di riposo al suo interno. Piccoli spiazzi con panchine all’ombra dove appoggiare lo zaino, rinfrescarsi, e godersi un attimo tutto per sé. Al centro, un gazebo con l’immancabile fontana, tipica dell’architettura araba.
Ma non è finita qui: la guida ti porterà all’interno dell’edificio, ti racconterà della storia della città, e ti accompagnerà sulla torre, da cui godrai di una vista mozzafiato di tutta Marrakech.
Io non riuscivo più a smettere di scattare fotografie!

Palazzo El Badi
Lo ammetto: non sono molto brava a memorizzare storia e dati vari dei luoghi che visito, perciò, certa che scriverei qualcosa di sbagliato, mi limiterò a descrivere quello che ho visto e le vibrazioni che questo posto mi ha dato, a costo di risultare blasfema.
Il Palazzo è in realtà un fu Palazzo, di un fu Sultano con qualche presumibile mania di grandezza. Dalle mura che ne rimangono salta subito all’occhio una caratteristica: la grandiosità che deve aver caratterizzato questo Palazzo. Il giardino che ospitava le feste: enorme. Le stanze: instagrammabili all’ennesima potenza. I resti della mura: comodo appoggio per i numerosi nidi di cicogna.

Palazzo Bahia
Un altro classico Palazzo nobiliare, dalle dimensioni spropositate, le cui pareti trasudano lusso e magnificenza; un altro cortile con mosaici e pareti intagliate; un’altra oasi di pace, il Palazzo Bahia, considerata una delle opere architettoniche più imponenti di Marrakech, costruito per essere ricordato come uno degli esempi di architettura araba più sontuosi di tutti i tempi, merita una visita per far trovare riposo alle tue stanche membra appagando anche la tua vista.


Medrasa Ben Youssef
Un’antica scuola musulmana perfettamente conservata. Si può salire nell’edificio ed entrare nelle stanze che ospitavano gli studenti: impressionante la simmetria e la perfezione dell’architettura interna.
Ma quello che è ancora più incredibile è la bellezza del cortile interno. Immancabili i mosaici con i classici colori e motivi che vedrai spesso sulle pareti e sui pavimenti dei palazzi e delle moschee; immancabili gli intagli sul legno di porte e pareti; immancabile la fontana al centro del cortile.
Un vero piacere per la vista, un luogo in cui si respira l’austerità della scuola, ma anche un’oasi in cui riposarsi dal tanto scarpinare in giro per la città.
Ci ho speso gli ultimi Dhiram, ho dovuto correre per vederla appena prima di ripartire, ma giuro che ne è valsa la pena.

Jardin Majorelle
Luogo fantastico e meraviglioso, il parco raccoglie specie di piante esotiche da tutto il mondo, che, di colore verde pastello, fanno da contrasto agli edifici blu del complesso. Un blu intenso e vivace, e talmente inconfondibile da aver preso il nome del pittore francese che ha progettato il giardino negli anni ’20: Majorelle, appunto.
Decenni dopo, il posto è stato scoperto e ristrutturato da Yves Saint Laurent (sì, proprio lo stilista francese che tutti conosciamo) e Pierre Bergé. Il sito ospita anche il Museo di Arti Berbere.
Un’inaspettata fusione tra arte natura e cultura, che offre un’esperienza che difficilmente si farà dimenticare.



Al di fuori, Rue Yves Saint Laurent, un Marocco lussuoso e lussureggiante, lontano dalle mura della caotica Medina.

E, poco lontano, l’immancabile Museo Yves Saint Laurent, con fotografie dello stilista, bozzetti e capi haute couture tutti firmati YSL.
Inutile dirlo, vietato scattare fotografie.


Lascia un commento